Padre e Figlio Arrestati per Estorsione e Rapina

Si recavano al bar consumavano e non pagavano.

 

Se il titolare provava una qualsiasi reazione lo minacciavano.

 

Festeggiavano compleanni e ricorrenze a base di champagne e spumanti di marca.

Laute consumazioni anche più volte al giorno. Tutto senza pagare. Non soddisfatti del trattamento “di favore” sono arrivati persino a percuotere il titolare del locale (video a lato).

 

Una situazione che perdurava dal 2013. Alla fine lui, proprietario di una caffetteria del capoluogo, non ce l’ha fatta più. Si è rivolto ai carabinieri.


Così padre e figlio di etnia rom, da anni residenti a Frosinone, questa mattina hanno ricevuto la visita dei carabinieri che li hanno arrestati.

Chi Sono gli Arrestati

Il padre, 43enne del capoluogo, è un pluripregiudicato, già noto alla giustizia per reati di usura, estorsione, ricettazione e sugli stupefacenti.

 

Arrestato nell’operazione antidroga di polizia e carabinieri nel 2016. Il figlio 26enne, anch’egli noto per reati minori.

 

La famiglia Rom da anni è presente sul territorio di Frosinone. Nessuna dichiarazione dei redditi. Nonostante ciò il loro tenore di vita è molto alto. Case, auto di grossa cilindrata. Dicono di essere padroni del territorio. Agiscono con metodi mafiosi, minacce dirette ed esplicite per procurarsi ingiusto profitto.

Sono imparentati con la pericolosa famiglia dei Casamonica. Più volte sono stati oggetto di indagini sia di carabinieri che di polizia. Le forze dell’ordine in diverse occasioni hanno sequestrato beni, terreni e case.

 

Altra attività illecita la costruzione di case abusive: piscina, palme di alto fusto, arredi spettacolari e costosi (vedi foto).

 

In una di queste, in via San Giuliano a Frosinone, casa già sequestrata e con ordine di confisca, sono rientrati, utilizzando lo stratagemma dei bambini piccoli che non avevano altra dimora.

 

Insomma agiscono da padroni del territorio incuranti delle leggi o sfruttandole a loro vantaggio.

 

Le indagini dei carabinieri proseguono anche dopo l’arresto di oggi. Vogliono verificare se altri esercizi commerciali sono tenuti sotto scacco dai Di Silvio.

 

Per questo dal comandante provinciale arriva l’esortazione ai cittadini di denunciare, anche in forma anonima ogni sopruso e prevaricazione. Nel caso del titolare del bar è bastata una denuncia per interrompere ogni forma di violenza.

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Commenti: 7
  • #1

    ^^^ (giovedì, 22 marzo 2018 13:20)

    Frosinone è sempre stato niente altro che un grosso campo nomadi, che schifo di posto.

  • #2

    .............. (giovedì, 22 marzo 2018 19:47)

    specie con persone come te.....................

  • #3

    Ma dai... (giovedì, 22 marzo 2018 22:42)

    Da quando si può fare denuncia in modo anonimo?Le favole scrivetele sui libri non sul web!

  • #4

    !!!! (giovedì, 22 marzo 2018 22:50)

    Via questi zingari che sono dei delinquenti .....abbiate le palle di ripulire questa città siamo stanchi basta !

  • #5

    Peace&Lone (venerdì, 23 marzo 2018 00:17)

    "Nel caso del titolare del bar è bastata una denuncia per interrompere ogni forma di violenza."
    Invece a questi basteranno giusto due/tre giorni per tornare a piede libero e ripristinare in modo esemplare ordine e giustizia. La loro però.
    Ma fatemi il piacere...

  • #6

    Dio (venerdì, 23 marzo 2018 02:56)

    Non sono tutti uguali c’è anche chi sa comportarsi come in mezzo a tutte le razze! Io conosco gente di etnia rom di Frosinone che sono brave persone...........

  • #7

    T.R. (venerdì, 23 marzo 2018 08:08)

    Io conosco gente di etnia rom di Frosinone che sono brave persone...........
    FATELO SINDACO, ma sbrigatevi, sempre meglio di quello che avete.