Il Declino del Centro Storico

Del centro storico abbiamo tracciato, sommariamente, l’inarrestabile declino che prende le mosse dal 1967 con un esodo biblico da monte verso valle.

 

Colle Timio, Cavoni, Selva Piana rappresentano la terra promessa per i nuovi

insediamenti abitativi. L’attuale via Aldo Moro – odierno simbolo cult di aperi-pranzo/cena, negozi griffati e andirivieni di patinate signore a bordo di suv - rappresenta nel passato una specie di carrareccia che unisce la stazione ferroviaria alla osteria De Mattheis (osteria vera e propria) in un percorso che offre la visione di cavalli allo stato brado e casupole. Perfino una specie di fabbrica che produce asfalto la dove ora c’è la banca Nazionale del Lavoro.

 

Col tempo, si cambia. Nella parte bassa e pianeggiante della città di Frosinone si dislocano attività commerciali di pregio, pub, bar, ristoranti, banche, studi legali e notarili, profumerie, gioiellerie et caetera.

La migrazione depaupera il centro storico che versa in uno stato di completo abbandono. Bisognerà attendere l’arrivo di Domenico Marzi (detto Memmo) che darà avvio ad una operazione di colossale bonifica e sistemazione del colle. Scavi, rifacimenti di fogne, condotte idriche, adeguate pavimentazioni in sostituzione del volgare asfalto, ridisegnano l’aspetto estetico-urbanistico del centro storico.

 

Niente da fare. Questo centro storico è destinato a perire, scomparire, avviandosi a un inesorabile cupio dissolvi. Il centro storico sprofonda in uno stato di completa anestesia.

 

La politica però non si arrende. E intraprende soluzioni fallimentari a ripetizione.

Si comincia con un ascensore inclinato il cui funzionamento (si fa così per dire) viaggia secondo misteriosissime regole legate ad una specie di metodo Ogino-Knauss. Nessuno è mai in grado di capire i giorni fecondi.

 

Si continua con “volare in centro” (o una cosa simile) che inizia e finisce con l’affissione di una quindicina di cartelli stradali. E si arriva ai nostri giorni con un pittoresco progetto di rifacimento delle facciate dei fabbricati del centro storico. Il che sarebbe come dire “la signora è moribonda e se null’altro possiamo fare per tenerla in vita…almeno portiamola dal parrucchiere!”.

Sarebbe però impietoso solo dileggiare e denigrare e non riconoscere i diversi tentativi messi in atto per ridare ossigeno al centro.

 

Il rifacimento e la pedonalizzazione di piazza Vittorio Veneto, il rinnovamento di piazza Risorgimento, il festival dei conservatori, il teatro di piazza Valchera, i concerti musicali in largo S.Ormisda, sono onesti e coraggiosi tentativi di ridare vita vissuta al più alto colle della città.

 

Il problema, però, gli è che non puoi limitarti a sporadici ed occasionali interventi con i quali ogni tanto riporti un po’ di gente al colle. E lo sai perché? Perché c’è un grande desiderio dei cittadini frusinati di tornare ad abitare al centro storico. Non ci credi? Ora ti dimostreremo la verità dell’asserzione.

Una autorevole indagine statistica sui movimenti immobiliari ci segnala un consistente aumento di contratti di locazione stipulati negli ultimi anni per destinazioni residenziali nel centro storico di Frosinone. Vediamoli.

 

Nel 2015 vengono stipulati 97 contratti di locazione. Nel 2016 se ne aggiungono altri 93. Nel 2017 si arriva a 193 contratti. Nel solo intervallo 2016-2017 si riscontra un incremento del 49,46%. E scusate se è poco.

Per contro le compravendite subiscono rilevanti flessioni. La sintesi è che le persone confermano la volontà di abitare nella parte antica della città, pur non avendo risorse per l’acquisto o non trovando l’immobile desiderato sul mercato, in quanto i proprietari ritengono per ora più redditizia la locazione in luogo della compravendita.

 

A ‘sto punto possiamo dire che una analisi, sebbene raffazzonata e abborracciata, l’abbiamo esposta. Vediamo di fare, quanto prima, diagnosi e cura. E non mancando di parlare dei Piloni di via De Gasperi.

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Commenti: 24
  • #1

    Claudia (domenica, 29 luglio 2018 09:13)

    Si potrebbe fare tanto ma oltre a spot non si fa nulla

  • #2

    Luciano Bracaglia (domenica, 29 luglio 2018 09:29)

    Tanto fumo e gnente arrosto... basterebbe cooiare comuni virtuosi in tal senso e non si dovrebbe andare molto lontano perchè Umbria e Toscana sono molto vicine... Ma la prosopopea regna...!!! Purtroppo.

  • #3

    Angelo RUGGIERO (domenica, 29 luglio 2018 10:07)

    Per il Centro Storico occorrono due/tre idee/proposte che facciano da v o l a n o per invertire il fenomeno dello spopolamento commerciale, abitativo e dei servizi. Idee/proposte che possono generare e anche interpretare bisogni che trovano soddisfazione solo nel Centro e non altrove e quindi generino e operino lacci di tenuta e contenimento della vita comunitaria di cittadinanza. Ce ne sono ? Qui si apre il dibattito. Penso che alcune ipotesi di lavoro concrete possono essere affrontate in progetti di azione da parte delle Istituzioni cittadine.

  • #4

    Mauretto (domenica, 29 luglio 2018 10:34)

    Ma possibile che per i PILONI non si possa fare nulla? Da qualche giorno sono state spostate di 1 metro le transenne, come mai? Ma non erano pericolanti? È il famoso tentativo di riqualificazione di qualche anno fa che fine ha fatto?

  • #5

    Centro storico (domenica, 29 luglio 2018 10:35)

    Non è difficile capire che se si raggiungono tali percentuali è perché in questi anni l'amministrazione ha creduto nel rilancio del Centro storico. Se le persone vogliono tornare a vivere nel centro storico è perché pensano che sia qualitimente più attrattivo. Le percentuali.i numeri che nessuno può contestare rilevano che le continue voci polemiche non hanno presa sulle persone
    La gente oggi più di ieri ama il Centro storico e torna finalmente a viverci.

  • #6

    GDV (domenica, 29 luglio 2018 12:14)

    I numeri parlano chiaro, l'inversione allo spopolamento residenziale è già avvenuta: le persone tornano a riempire le case. Per i locali commerciali il discorso non puo essere addebitato ad una sola ragione. I fenomeni sociali sono complessi. Io credo che in pieno secondo decennio del 21° secolo, le abitudini di acquisto della gente non siano piu le stesse di 50 anni fa. Il piccolo negozietto in via Garibaldi puo trovare una sua nicchia di servizio locale ad un relativo vicinato, ma certamente non avere l'attrattiva di un grande negozio con parcheggio o un iper. Una riconversione tipologica a livello urbanistico (da negozio a laboratorio o ufficio o residenza) sarebbe auspicabile. Il resto secondo me sta molto anche a chi ci abita (come me), ovvero rendere il centro una attrattiva costante, rendere piacevole andarci. Chi terrebbe casa propria non visitabile e poi lamentarsi che nessuno viene a farci visita? L'amministrazione da parte sua potrebbe favorire con adeguate politiche economiche e concessorie, sgravi e delocalizzazione parcheggi per i non residenti, potenziando le tipologie di trasporto pubblico, la valorizzazione del centro storico, costituendo un concreto aiuto alla sua valorizzazione. Chiacchiere, lamentele, colpevolizzare non servono a nulla. Nel 1822 quando si iniziò la costruzione dei piloni, tutti i cittadini diedero una mano gratis al comune. Questo è l'esempio che tutti divremmo avere. Rimbocchiamoci TUTTI le maniche.

  • #7

    speranza....... (domenica, 29 luglio 2018 12:17)

    è vero, la gente (di una certa età) ama il centro storico, ma che torni a viverci non mi sembra, ogni volta che passo per Via Garibaldi incontrerò massimo 2-3 persone (straniere!).

  • #8

    Per Claudia (domenica, 29 luglio 2018 16:49)

    Perché non dici quello che si potrebbe fare?

  • #9

    FB (domenica, 29 luglio 2018 17:12)

    Tranquilli adesso lo diamo ai privati e tutto risorge, vedi il parcheggio , il casaleno, vi aspetto alle prossime elezioni!!!! a calci vi facci uscire da casa mia

  • #10

    Jamps (domenica, 29 luglio 2018 18:51)

    Nel centro storico manca una piazza (vero luogo di incontro, confronto dei cittadini).. Piazza Santa Maria è un parcheggio, quella della prefettura idem e piazza VI dicembre è in realtà uno slargo.. In tutta Italia solo Frosinone non ha una piazza vera.. poi non esistono parcheggi per fare un isola pedonale (come sopra solo Frosinone non ha un parcheggio che serve il centro storico).. il centro è sporchissimo.. e concludo con l' intrattenimento ( festival dei conservatori ect.) Non risolvi il problema... il problema si risolve se si investe in infrastrutture.. se si mantiene il decoro.. se non si tappa con l'asfalto la pavimentazione dissestata del centro..E concludo non vorrei che tra le percentuali dei nuovi affittuari siano entrate quelle pagliacciate di vetrine oscene messe su con il progetto Frosinone alta..

  • #11

    Jamps (domenica, 29 luglio 2018 18:54)

    Dimenticavo qualcuno ha mai visto il servizio di lavaggio delle strade e disinfestazione in azione? Perché ribadisco, il centro è sporchissimo, e numerosi cittadini hanno effettuato da soli la disinfestazione da zecche e topi..

  • #12

    Per jamps (domenica, 29 luglio 2018 18:55)

    Nelle percentuali di affitti si parla di solo residenziale.

  • #13

    Per speranza (domenica, 29 luglio 2018 18:58)

    Le cifre parlano chiaro. L'aumento dei residenti è consistente ed esponenziale. Le cifre, non le sensazioni dicono questo. Stiamo parlando di numero di contratti di affitto stipulati!

  • #14

    Jamps (domenica, 29 luglio 2018 20:28)

    Le secche ed i topi.. non sono una sensazione.. l' asfalto sulla pavimentazione non è una sensazione.. le strade mai lavate.. tutti i negozi abbandonati sono un ricettacolo di sporcizia.. le auto parcheggiate ovunque.. cerimonie ed eventi ..(matrimoni comunioni e funerali) dove non si vede mai un vigile che generano un caos infinito.. i piloni sembrano la nuova suburra.. Visto che non si vuole investire ( qualcuno mi dica un opera fatta dopo Marzi) si faccia almeno la normale amministrazione.. e si facciano pulire tutte le ex attività commerciali.. non ci vuole molto.. solo un po' di attenzione.. di amore per la città è di rispetto per i cittadini

  • #15

    Speranza..... (domenica, 29 luglio 2018 20:41)

    Va be' speriamo in qualche positività.

  • #16

    Amo Frosinone (domenica, 29 luglio 2018 21:23)

    Gli affitti del centro storico sono bassi e convenienti , il centro storico non è un centro impegnativo come quello delle grandi/medie città dove decidere di vivere al centro storico vuol dire prestigio ed impegno economico. Frosinone si è giocata la possibilità di essere città , di avere un centro storico o di costruire un centro più commerciale dignitoso, ha saputo solo peggiorare!

  • #17

    Io (domenica, 29 luglio 2018 21:29)

    Siamo diventati una città multietnica anzi, ai giardinetti ci sono tutti tranne gli italiani

  • #18

    Jamps (domenica, 29 luglio 2018 21:48)

    Siamo un paese... Pure brutto.. e non mi parlate di pallone.. di extracomunitari.. so già che è colpa loro la bruttezza e la mediocrità che ci circonda.. per carità divina

  • #19

    Amo Frosinone (domenica, 29 luglio 2018 21:51)

    Questo è un aspetto differente / parallelo al problema che stiamo affrontando.

  • #20

    Memoria (domenica, 29 luglio 2018 22:59)

    Sibilia, fioraio, la prima pizza al taglio, Anelli, agenzia universitaria, ferramenta Ciotti, negozio di scarpe, Santaroni, Grande, Iacoboni, Fontana, pasticceria, latteria, Cinerari, Pagliara, abbigliamento Mariani, Beghelli, la Coperativa (senza due o come si scriverebbe oggi), macelleria (un'altra era vicino Grande), Raffaele Terriaca, fantastico odore di pane, fioraio, Pinto, bar Tre Stelle e altri che non rammento......come eravamo giovani!!!!!

  • #21

    Mauretto (domenica, 29 luglio 2018 23:04)

    Dimentichi Montini e la banca vicino Ciotti!

  • #22

    E..... (domenica, 29 luglio 2018 23:36)

    CHI MANCA?

  • #23

    Realista (lunedì, 30 luglio 2018 13:47)

    Facciamo prima a dire cosa resta

  • #24

    restano (lunedì, 30 luglio 2018 16:04)

    i tossici.