Stop Alla Violenza. Arriva Zeus

La violenza può essere prevenuta. Prima di soccorrere le vittime si può impedire che siano aggredite.

 

È quanto si propongono questura ed Asl di Frosinone che questa mattina hanno firmato il protocollo “Zeus”.

 

Di cosa si tratta?

Il Questore di Frosinone (a sx) Domenico Condello e il direttore generale Asl Angelo Aliquò

L’obiettivo è quello di monitorare i reati “sentinella”, per impedire che vengano portati a più gravi conseguenze, riducendo il rischio di recidiva.

In sostanza quando le forze dell’ordine intervengono per sedare una lite dove c’è stata un’espressione di violenza anche solo verbale il caso viene monitorato dagli esperti della questura.

 

Laddove vi sia una recidiva il questore informa il soggetto ritenuto violento circa i servizi disponibili sul territorio: tutti quei servizi finalizzati ad intervenire nei confronti degli autori di violenza domestica o di genere.

Una sorta di avvertimento: Si invita la persona violenta ad intraprendere un percorso di “rieducazione”.

Qui entra in gioco la Asl. Il ciclo di incontri è tenuto da un team di esperti composto da professionisti specializzati nel trattare le persone con problemi relazionali, incardinato nel Dipartimento di Salute Mentale e Patologie da Dipendenza della ASL di Frosinone, diretto dal dr. Filippo Morabito.

 

Grazie a questo supporto, totalmente gratuito e volontario, l’ammonito può sperare in un cambiamento profondo che possa farlo desistere dal reiterare condotte vessatorie e violente.

Infatti il soggetto maltrattante, nel corso dei colloqui previsti dal ciclo riabilitativo, ha la possibilità di riflettere e ricostruire, sul piano emotivo e cognitivo, le vicende che lo hanno condotto a porre in essere i comportamenti violenti.

 

Al soggetto maltrattante quindi verrà fissato un appuntamento con il Servizio di salute mentale e cura delle dipendenze della Asl di Frosinone, per intraprendere il percorso che ha lo scopo di migliorare la gestione delle emozioni.

                                                                                                                      Il Dirigente Divisione Anticrimine Antonio Giordano (a dx) e l’Ispettore Cristian Saccucci

Il metodo funziona. Lo si è appurato già nelle altre questure d’Italia dove è in funzione da qualche tempo. I reati di violenza sono diminuiti.

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Commenti: 1
  • #1

    Antonio (mercoledì, 05 luglio 2023 23:57)

    Finalmente qualcuno che ragiona in termini reali per la difesa delle vittime, spesso donne e familiari. A parte il doveroso monitoraggio... Se il maltrattante comprende il disvalore delle sue azioni si libera il maltrattato dalla paura che rimane anche a fronte di pene esemplari.