Omicidio Romina. Parlano i Medici

Omicidio di Romina, la parola ai medici.

 

Sono stati ascoltati ieri mattina in udienza due medici di base portati in aula dalla difesa che avevano avuto tra i loro assistiti Pietro Ialongo, accusato di aver ucciso Romina, la sua ex. 

L'imputato era presente in aula, così come si è seduto accanto al suo avvocato di parte civile Danilo Leva, papà Mario, il genitore della sventurata ragazza. Uno dei medici ha riferito che proprio il giorno del delitto il tecnico informatico lo aveva chiamato dicendogli se poteva prescrivergli qualche ansiolitico perché si stava lasciando con la ragazza e si sentiva molto agitato.

 

Dopo alcune ore Romina morirà a causa di 17 coltellate inferte dall'uomo. Negli anni che vanno dal 2015 al 2019 Ialongo aveva avuto un altro medico, il quale ha dichiarato in aula di aver prescritto degli psicofarmaci all'imputato perché molto depresso. La terapia avrebbe dovuto seguirla per circa un anno.

 

Lo psichiatra che è andato a trovarlo in carcere ha riferito invece che Ialongo soffre di una sciatalgia cronica dovuta ad un incidente stradale avvenuto quando aveva sedici anni dove aveva riportato la lesione del muscolo di una gamba e costretto dunque ad assumere molto spesso degli antidolorifici.

 

Inutile dire che gli avvocati del collegio difensivo stanno cercando di dimostrare che il loro assistito, al momento dell'omicidio, non era in grado di intendere e di volere per via di una depressione che lo stava attanagliando da anni. Si torna in aula il prossimo 5 ottobre.

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