Associazione a Delinquere. 11 Indagati

Associazione per delinquere, falso, truffa per erogazioni pubbliche, riciclaggio ed autoriciclaggio.

 

Queste le pesanti accuse che hanno portato in manette anche i vertici della Banca popolare del Frusinate.

 

Reati a vario titolo commessi

da 11 persone oggi oggetto di misure cautelari. Tra le accuse anche l’omessa dichiarazione, emissione di documenti e fatturazioni inesistenti ed indebita compensazioni d'imposta, abusivo esercizio di intermediazione finanziaria, infedeltà patrimoniale.

 

Gli Arresti. Due le persone sottoposte a custodia cautelare in carcere. 7 persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Due persone state interdette dall'esercizio della professione e dall'esercizio di imprese ed uffici.

 

I Sequestri. Il blitz di oggi ha riguardato anche sequestro preventivo per quasi 4 milioni di euro. Sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto dei delitti di riciclaggio ed auto riciclaggio per un totale di oltre SEI MILIONI MEZZO Euro.

 

L’indagine è partita dalle intercettazioni di un imprenditore ciociaro, sottoposto ad intercettazioni perché coinvolto in traffici di stupefacenti. Le intercettazioni hanno rivelato però il modo in cui un suo amico imprenditore faceva soldi operando nel settore delle aste giudiziarie e godendo della piena fiducia e dell'appoggio del direttore generale della Banca.

 

Ne è uscita fuori una situazione di inquinamento del mercato immobiliare locale ed è emersa l'attività di più gruppi organizzati che operavano sia nel settore delle truffe per il c.d. "super bonus" sia nella creazione di falsi crediti erariali e nella organizzazione di indebite compensazioni sia nel riciclaggio e nell'auto riciclaggio di rilevanti partite di "nero" sia nella esecuzione dei reati fiscali e societari presupposti dall'attività riciclatoria.

 

Tre le associazioni per delinquere, fra loro interconnesse quanto all'attività di riciclaggio. Due di esse, aventi strutturale influenza nella gestione delle linee di credito della Banca di Frosinone mediante il ruolo primario svolto per il raggiungimento degli obiettivi associativi dal direttore generale e da funzionari del Corporate Banking di quell'istituto oltre che di due notai che redigevano la più parte degli atti d'interesse per gli associati. 

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