Nel Mare il Futuro dell'Economia Italiana

Quasi 233 mila imprese, oltre 1 milione di occupati e un valore aggiunto complessivo pari all’11,3% del PIL nazionale.

 

Si tratta dei dati che riguardano l’economia del mare. Una forza economica, ma anche 

la sua capacità di creare sviluppo nei territori, in particolare nel Mezzogiorno. “Dobbiamo riconoscere al mare la funzione di leva strategica per il futuro dell’Italia,” ha affermato Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina. 

Giovanni Acampora
Giovanni Acampora

Il Blue Forum che si è tenuto a Roma “ha posto le basi per un’agenda condivisa che vada oltre la teoria e sia in grado di mobilitare risorse, competenze e riforme strutturali a favore di una blue economy realmente competitiva”.

 

In due anni l’economia del mare è cresciuta del 2% contro un calo generale del 2,4% negli altri settori. “Un segnale chiaro della resilienza e del potenziale del settore, che va sostenuto con strumenti adeguati e coerenti.” Ha sottolineato il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete. 

Molti i ministri del governo intervenuti nella tre giorni del summit.

 

Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha ribadito l’importanza della recente istituzione di una struttura governativa dedicata al mare, mentre il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ricordato come l’economia del mare, al pari della space economy, rappresenti un asset tradizionale e strategico per lo sviluppo del Paese. 

 

Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo, ha ricordato che “l’Italia è oggi la terza economia blu d’Europa: dobbiamo tradurre questa posizione in leadership effettiva”.

 

Il IV Summit Blue Forum si chiude dunque con un messaggio forte: non esiste più un’alternativa al mare come volano per il futuro economico e sociale del Paese. Il tempo delle riflessioni è finito: ora è il momento delle scelte. 

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