L’11 settembre negli Stati Uniti, così come in tutto il mondo, è la data dell’attacco terroristico alle torri gemelle.
A Frosinone però è una data incisa nella memoria storica della città.
L’11 settembre del 1943
Ci fu il primo massiccio bombardamento delle forze alleate. Fino al maggio 1944, la città subì 56 bombardamenti, che rasero al suolo l’80% del tessuto urbano. Al termine del conflitto, Frosinone risultò essere il capoluogo di provincia più devastato in Italia in rapporto al numero di abitanti e al patrimonio edilizio. A ciò si aggiunga il terribile tributo pagato dalla città in termini di vite umane.
I bombardamenti furono talmente violenti da impressionare persino i militari canadesi. Quando il 31 maggio 1944, i soldati del Loyal Edmonton Regiment delle forze di liberazione entrarono in città comunicarono al proprio comando: “La città è vuota e in rovina!”. Quelle parole fotografarono una città annientata, ma non piegata dalla barbarie e dall’orrore della guerra.
“L’11 settembre – dice il Sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli – è una data che unisce memoria e identità. Ricordiamo il dolore, la distruzione, le vittime innocenti, ma allo stesso tempo celebriamo la forza di una comunità che, pur colpita così duramente, è stata capace di rinascere dalle macerie, guidata dai valori che sarebbero poi stati consacrati nella nostra Costituzione: libertà, solidarietà, giustizia, democrazia. Oggi, nel rivolgere il nostro pensiero a quanti persero la vita e a chi contribuì alla ricostruzione della città, riaffermiamo il nostro impegno a custodire questa memoria come patrimonio condiviso, affinché le nuove generazioni comprendano il prezzo altissimo della guerra e l’importanza della pace”.
Proprio oggi, con i conflitti in corso in Ucraina e a Gaza, la commemorazione dell’11 settembre acquista un significato ancora più forte: “Il ricordo della nostra storia – ha sottolineato il Sindaco – ci insegna che la guerra non è mai una soluzione, ma sempre tragedia e distruzione, violenza e sopraffazione, da condannare fermamente. La memoria dell’11 settembre 1943 non appartiene solo al passato, ma deve essere trasmessa come monito vivo e presente. Perché ricordare significa educare, costruire coscienza civile, rafforzare il senso di appartenenza e di comunità.
Il nostro compito – ha concluso il Sindaco Mastrangeli – è quello di far vivere questa memoria ogni giorno, nel modo stesso in cui costruiamo la nostra città: una comunità che rifugge l’odio e la violenza, che si fonda sulla solidarietà e sulla giustizia sociale, che trova nella pace il proprio valore più alto".







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