Era diventato il terrore della propria famiglia.
Minacce di morte, botte, distruzione delle suppellettili.
I genitori non hanno
potuto far altro che presentare denuncia nei suoi confronti. I due coniugi, 60enni di Valmontone, erano costretti a subire condotte maltrattanti sistematiche da parte del figlio: minacce quotidiane — "vi ammazzo tutti e due" — accompagnate da spintoni, calci e pugni, nonché dalla distruzione dei mobili.
Un regime di terrore che aveva progressivamente isolato le vittime dal mondo esterno, inducendole a interrompere ogni frequentazione con amici e familiari, nel timore dei repentini e imprevedibili scatti d'ira del giovane, riconducibili in larga parte all'abuso cronico di alcol e sostanze stupefacenti.
Con non poca difficoltà, i genitori hanno trovato il coraggio di riferire ai militari gli ultimi due gravi episodi di violenza fisica subiti. Il primo, il 23 aprile 2026: a seguito di una lite, il padre era stato colpito con pugni ai fianchi e un calcio al petto. Il secondo, appena cinque giorni dopo: Il ventottenne si era scagliato contro la madre, scaraventandola con violenza contro il muro e colpendola ripetutamente con pugni alla testa.
Di fronte a una situazione di pericolo concreto e attuale, i Carabinieri di Valmontone hanno immediatamente attivato il Codice Rosso, richiedendo un provvedimento d'urgenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri. La risposta dell'Autorità Giudiziaria è stata altrettanto rapida: nel giro di poche ore è stata emessa nei confronti del ventottenne la misura cautelare dell'allontanamento urgente dalla casa familiare.
È proprio durante l'esecuzione di tale provvedimento che il giovane ha consumato il proprio errore fatale: alla presenza stessa dei Carabinieri incaricati dell'esecuzione, ha continuato a inviare messaggi minacciosi al padre. Un comportamento che ha reso inevitabile il suo arresto. Il ventottenne è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Velletri, dove si trova a disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari per la convalida dell'arresto.







Scrivi commento