Col Mantova Finisce 5-0.
Un risultato che non lascia spazio alle interpretazioni.
Quando l’arbitro
emette il fischio finale allo stadio Stirpe scoppia la festa. Così come in tutta la città di Frosinone, non solo quella che ama il calcio, anche per quella che ha partecipato assiepata di fronte i quattro maxi schermi è ora di festeggiare. Il Frosinone torna nell’elite del calcio per la quarta volta nella sua storia.
In questo caso però la sorpresa è ancora più grande. Si, perché all’inizio di questo campionato nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo di poter raggiungere un simile risultato, a partire dal Presidente fino all’ultimo dei tifosi.
Nel campionato precedente i canarini stavano addirittura per scendere di categoria, salvati solo dal giudice sportivo che ha punito il Brescia e salvato la Sampdoria e il Frosinone. Poi la campagna acquisti, niente di paragonabile a quanto hanno speso Venezia e Monza, le vere candidate alla A. Eppure I gialloblù sono saliti quasi subito nella zona alta della classifica.
Primi per alcune settimane. Ma nessuno ancora ci credeva. Poi la scivolata del Monza, proprio contro il Mantova. A quel punto i ciociari hanno cominciato a crederci davvero. Certo il Mantova, si sapeva, non era un avversario facile. Lottava per i play off, aveva bisogno di punti, aveva già battuto il Monza, doveva vincere per sperare.
E poi c’era un precedente nel 2005. Il 29 maggio si giocava nel vecchio stadio Matusa. In palio c’era la promozione: la semifinale play off di serie C1. Il Mantova era secondo in classifica, proprio come oggi lo è il Frosinone. I biancorossi vinsero 4-2, cancellando i sogni di promozione dei ciociari.
Oggi però la storia da raccontare è un’altra: il Frosinone ha saputo battere i lombardi e accedere di nuovo in serie A. Oggi è il giorno della festa, quindi via ai girotondi, alle bandiere sui balconi e per le strade, via ai fuochi d’artificio. Da domani però, smaltita la sbornia, c’è una squadra da costruire. La A è un’altra cosa.







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