Momenti di tensione si sono verificati ieri nel carcere di Frosinone.
Verso le ore 18.00 un detenuto di nazionalità marocchina,
andato in escandescenza per una presunta mancata consegna terapica, ha aggredito un agente. Poco più tardi un altro detenuto, ha lanciato acqua ghiacciata addosso ad un neo agente il quale ha dovuto far ricorso al pronto soccorso.
Gli episodi richiamano nuovamente il dibattito sulle condizioni di vita all’interno delle carceri italiane ma allo stesso tempo le reiterate aggressioni da parte dei detenuti nei confronti del personale. Attualmente mancano 68 unità di Polizia Penitenziaria, dovrebbero esserci 356 unità mentre i presenti ne sono 258. I detenuti presenti risultano essere 676 mentre dovrebbero esserci 521 detenuti cioè un dato di +155 detenuti. Sovraffollamento e condizioni operative sempre più complesse per il personale.
Per il Segretraio Generale Fns Cisl Frosinone Angelo Massaro “servono urgentemente correttivi per evitare il ripetersi di tali criticità ribadendo la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di Polizia penitenziaria, possano lavorare in un ambiente più sicuro. La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale”.
Sull'aggressione è intervenuta anche la Fns Cisl Lazio con il Segretario Generale Massimo Costantino il quale ha affermato che “vi è la necessita di garantire e tutelare il personale poiché non è mai mancato da parte della Polizia Penitenziaria la dedizione a svolgere il proprio mandato istituzionale, garantendo la sicurezza non solo delle carceri ma di tutta la comunità”.
Per la Fns Cisl Lazio occorre intervenire presto su una situazione ormai insostenibile.







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