Operazione Cavaliere Nero

26 milioni di ricavi non dichiarati. 35 milioni di false fatture. 10 milioni di Iva non versata.

 

La guardia di finanza ha sgominato una sofisticata organizzazione che dalla provincia di Frosinone ha truffato numerose società in tutta Italia e anche all’estero.

Vittime anche grossi marchi come Coca Cola e Ferrero. In pratica erano due le tipologie di truffa. Nel primo caso la società comprava prodotti che dichiarava dover vendere all’estero e quindi non pagava l’Iva.

Poi però cambiava le etichette e la documentazione che poteva far risalire all’origine del prodotto.

 

Quindi lo stesso veniva rivenduto ad altre società italiane con prezzi più bassi e falsando la libera concorrenza del mercato.

 

In altri casi invece l’organizzazione truffava le aziende dalle quali comprava i prodotti.

 

Pagava i primi ordini e poi spariva dopo aver acquistato, senza pagare, un grosso quantitativo. Per risultare sempre in regola ed affidabile l’organizzazione chiudeva la società bollata come non pagante e ne apriva un’altra con capitale maggiore.

Tre i soggetti che sono stati arrestati. Uno (A.D. 51enne di Cassino) è finito nel carcere di Frosinone e si tratta della persona ritenuta a capo della società.

 

Gli altri due (G.M. 64enne di Grosseto e P.L. 45enne di Avellino) sono ai domiciliari. Tra questi l’esperto informatico e di conti correnti, l’uomo che seguiva il capo in ogni operazione.


In totale però sono 26 le persone indagate e 14 le società a vario titolo coinvolte nel sistema di frode. La guardia di finanza ha sequestrato beni immobili e conti correnti per un milione di euro.

Le truffe perpetrate in danno di noti brand del settore, tra cui spiccano Coca-Cola, Peroni, Parmareggio, Olio Dante, Parmacotto e Ferrero, hanno consentito agli autori di acquisire ingenti quantitativi di prodotti alimentari  rivenduti a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato, generando un duplice effetto negativo: da un lato il mancato versamento dell’IVA e delle imposte dirette da parte delle società cartiere, dall’altro l’alterazione sleale della concorrenza nei confronti degli operatori onesti.

 

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