Blitz Antidroga. 12 Arresti

12 Persone in manette.

 

Tutti ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo hashish, marijuana e cocaina.

Si tratta dell’operazione in corso dalle prime luci dell’alba che porta la firma di polizia e carabinieri. L’organizzazione criminale aveva il monopolio della gestione dello spaccio in alcuni comuni del cassinate. Si approvvigionava di stupefacente da altre organizzazioni operanti in Campania.

Tra gli arrestati anche un appartenente alle forze di polizia che fungeva da corriere.

 

Una fiorente attività svolta senza soluzione di continuità dal sodalizio che aveva “allestito” in alcuni comuni del Cassinate piazze di spaccio.

 

Arrestate nella flagranza del reato di spaccio 8 persone.

 

Recuperate 2 pistole e sostanza stupefacente per complessi 10 Kg tra hashish, marijuana e cocaina.

L’indagine, ha preso spunto dalle dichiarazioni rese, in tempi diversi, a Polizia e Carabinieri, da cittadini stranieri.

 

Tali dichiarazioni indicavano due fratelli di Sant’Elia Fiumerapido ed altri soggetti a loro vicini nella gestione di un traffico di sostanze stupefacenti.

 

Nel corso degli ultimi mesi del 2016, grazie a sevizi di osservazione e pedinamento svolti nei pressi dell’abitazione dei fratelli, si sono trovati i riscontri investigativi sull’attività di spaccio condotta dai due.

Una fluente attività promossa, condotta ed organizzata proprio dai due fratelli di Sant’Elia Fiumerapido, i quali provvedevano a rifornirsi dello stupefacente dalla vicina Campania.

 

Il rifornimento avveniva tramite un soggetto di origine campana ma residente a Sant’Apollinare, che si avvaleva della preziosa ed insospettabile collaborazione di suo fratello (Agente della Polizia di Stato tratto in arresto a Cassino nella fase investigativa poiché trasportava 12 kg di hashish ed 1 kg di cocaina).

 

Erano poi sempre i due fratelli di Sant’Elia Fiumerapido a provvedere alla commercializzazione ed allo spaccio unitamente ad altri sodali.

 

Linguaggio criptico e social. Nel corso dell’indagine è affiorata, sin da subito, la scaltrezza delinquenziale degli indagati atta ad eludere eventuali attività investigative a loro carico.

Infatti non solo ricorrevano all’utilizzo di linguaggio criptico e/o di copertura nelle conversazioni telefoniche, ma erano soliti: utilizzare social network, quali Facebook, Instagram ed applicazioni quali WhatsApp per impedire di tracciare sia le comunicazioni tra loro che quelle con i loro clienti; utilizzare schede telefoniche intestate a terze persone, in modo da impedire una loro rapida identificazione; provvedere a cambiare schede telefoniche utilizzate ogni qual volta incappavano, sia loro stessi che i loro complici impiegati nella vendita delle sostanze stupefacenti, in controlli delle Forze di Polizia. 

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