Dalla Ciociaria la Giudice della Discordia

È nata in provincia di Frosinone il giudice di cui si parla nelle pagine nazionali.

 

Il magistrato del tribunale di Catania non ha convalidato il decreto del questore di Ragusa ed ha disposto il rilascio di 

un tunisino. Quest’ultimo, arrivato per la seconda volta in Italia, dopo aver chiesto asilo politico era stato trattenuto in attesa che la sua pratica venisse esaminata. Ma lei, il giudice Iolanda Apostolico, nata a Cassino nel 1964, è convinta che tale interpretazione violi l’articolo 13 della costituzione, ossia vada a limitare la libertà personale dell’immigrato. Così ha disposto il rilascio.

 

È scoppiato il finimondo. Meloni con un post su Facebook si dice “basita” della decisione e, insieme a Salvini, sono tornati a parlare di interferenza della magistratura sulla politica. I giornali di oggi, così come le trasmissioni televisive quasi non discutono d’altro.

 

Chi difende l'operato del giudice e chi è andato a ricercare i post “comunisti” del magistrato sui social e la questione dell’invadenza di uno dei poteri costituzionali sull’altro è di colpo tornata d’attualità. Sulla vicenda è intervenuto anche il Csm (consiglio superiore della magistratura) che ha espresso solidarietà al magistrato cassinate.

 

Insomma il tunisino era stato già espulso perché non regolare. Nel primo viaggio però era morta la sua compagna ed ora, stando alle dichiarazioni dell’immigrato, la famiglia di lei, che lo ritiene responsabile, vuole farlo fuori. Per questo lui sarebbe scappato tornando nel “Bel Paese”.

 

Ha chiesto asilo perché teme per la propria vita. Il questore lo ha trattenuto per esaminare la domanda, ma il giudice lo ha rimesso in libertà. Di qui il post della Meloni. Per il capo del governo il giudice si sarebbe scagliato “contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto”.

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