Sequestrato e picchiato selvaggiamente.
I suoi aguzzini hanno anche rubato l’auto della madre. Il tutto per un debito.
È quanto subìto da
un giovane di Arce. Questi aveva comprato droga da una persona di Frosinone ma non aveva pagato. Per questo da alcuni mesi era fatto oggetto di minacce e atti intimidatori da parte di quest’ultimo e di altre persone dimoranti nel complesso di edilizia popolare (casermone) di Frosinone.
In un’occasione i suoi aguzzini si erano impossessati dell’autovettura Fiat Panda della madre. Ma non è tutto.
La sera dell’8 gennaio scorso è stato prelevato con forza dalla sua abitazione di Arce e portato al 6° piano del Casermone.
Qui era stato legato alla balaustra di un balcone fino alla mattina successiva.
Tutto ciò dopo essere stato minacciato con una pistola e selvaggiamente percosso da un gruppo di tre/quattro individui, tanto di riportare tagli alle braccia e varie lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
La particolare aggressività e pericolosità degli indagati si è manifestata anche nelle settimane successive al sequestro allorquando, nonostante la vittima avesse estinto quasi totalmente il debito di 1.600 euro, le minacce e le condotte intimidatorie sono continuate con particolare pervicacia.
Di qui gli arresti effettuati oggi dai carabinieri. Due uomini ed una donna, dovranno rispondere di tentata estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione, tortura e detenzione porto illegale di armi.







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