Amianto alla Videocolor, sentenza storica.
INAIL condannata a riconoscere esposizione per 16 anni e danno biologico.
La giustizia apre la strada al
prepensionamento per centinaia di lavoratori. Una sentenza destinata ad avere effetti dirompenti sul piano sociale e previdenziale.
Il Tribunale di Roma, ha accolto integralmente il ricorso di un lavoratore dello stabilimento Videocolor di Anagni contro l’INAIL, riconoscendo ufficialmente la natura professionale della patologia asbesto-correlata, il danno biologico permanente, e soprattutto l’esposizione qualificata ad amianto dal 1990 al 2006, per un totale di circa 16 anni.
La decisione ha portato al rilascio del certificato ufficiale di esposizione ad amianto, atto fondamentale che consente al lavoratore di ottenere 8 anni di maggiorazione contributiva e quindi l’accesso immediato al prepensionamento.
Ma il valore di questa sentenza va ben oltre il singolo caso, rappresenta un precedente giudiziario di enorme importanza, che apre la strada allo stesso diritto per le centinaia di ex dipendenti Videocolor/VDC Technologies che per anni hanno lavorato nello stabilimento, esposti alle stesse condizioni e oggi senza occupazione.
Il tribunale: amianto non occultato, ma strutturale. La sentenza descrive uno scenario inequivocabile: il lavoratore, manutentore per oltre vent’anni, è stato esposto in modo continuativo, massiccio e diretto a polveri e fibre di amianto presenti nei forni, nelle coibentazioni, nelle guarnizioni, nei macchinari, nelle rulliere e in numerose parti strutturali dell’impianto.
Le prove tecniche, le testimonianze e i verbali delle autorità sanitarie hanno accertato una presenza dell’amianto non occasionale, ma strutturale e pervasiva all’interno dello stabilimento. La consulenza medico-legale ha poi stabilito il nesso causale diretto tra esposizione e patologia, riconoscendo gli ispessimenti pleurici come malattia professionale tabellata e quindi assistita da presunzione legale.
L’INAIL è stato condannato a liquidare il danno biologico, corrispondere l’indennizzo in capitale di 9 mila euro e rifondere le spese legali.
“Questa sentenza sancisce in modo definitivo quanto denunciamo da anni – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto, che sottolinea - lo stabilimento Videocolor è stato un luogo di esposizione massiva ad amianto ed è una presa d’atto istituzionale di una verità che migliaia di lavoratori hanno vissuto sulla propria pelle per anni. È il riconoscimento che la salute non può essere barattata con il lavoro, né sacrificata sull’altare della produzione”.







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