Primo Maggio. Il Lavoro che non C'è

Il tasso di disoccupazione più alto della media nazionale.

 

Un dato che fa riflettere sullo stato di salute del lavoro in Ciociaria.

 

Un dato che 

migliora, grazie alla capitale, nella proiezione regionale, ma che pandemia e le conseguenze della guerra in Ucraina sulle aziende anche locali non lasciano sperare bene. 

Lavoratori sindacati ed istituzioni lo hanno ribadito oggi nel corteo del Primo Maggio nella città che da sempre rappresenta il mondo del lavoro in Ciociaria: Isola del Liri.

 

Qui sono intervenuti anche i segretari di Cgil, Cils, Uil e di tutte le altre sigle sindacali.

 

Al segretario generale della Cgil Lazio Michele Azzola in particolare abbiamo chiesto quale sia l’attuale stato di salute del lavoro e quali le ricette per superare lo stato di crisi che attanaglia le aziende le cui conseguenze si riverberano inevitabilmente anche sui lavoratori. 

Tre i punti fondamentali: “Creare lavoro con i soldi del Pnnr – dice Azzola - creare lavoro stabile per i giovani e creare lavoro sicuro: la strage dei morti sul lavoro è ingiustificabile, non si può uscire di casa per andare a morire”. 

Michele Azzola Segretario Regionale Cgil Lazio

Sicurezza sul lavoro. Un tema caro anche ai lavoratori di polizia.

 

Lo ricorda Massimo Costantino segretario Fns cisl Lazio:  “Il 1° maggio è il ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita sul posto di lavoro ma deve essere un monito affinché si continui, sempre, ad operare con costanza per un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed, allo stesso tempo, un momento di festa utile alla riflessione verso temi importanti, primo tra tutti la sicurezza, salvaguardando la salute e l’incolumità del personale (Vigili del Fuoco e Polizia Penitenziaria) mettendo in atto ogni utile iniziativa tale da eliminare i rischi connessi ad ogni tipo di impiego”.

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